“Resistenza”, Carmen Consoli presenta “Amuri Luci”

Può la resistenza avere un volto? Tre, si risponderebbe guardando al percorso che porta alla nascita di “Amuri Luci”, che porterà di qui al futuro ad altri due album con la firma di Carmen Consoli.

Ma partiamo dall’ultimo capitolo. La resistenza è un’identità precisa fuori da ogni spinta di carattere modaiolo, quella che costruisce l’artista, quella che porta alla costruzione di un disco che è omaggio alla lingua siciliana, alle radici, ad una storia che rischia di scomparire, sotterrata dalla hit a tutti i costi, dal fine ultimo di views e download.

Atto di resistenza è tornare al disco, qui addirittura è già cosa annunciata la “trilogia” che ci permetterà di entrare appieno nelle corde della cantantessa, attraversando le anime che l’hanno consacrata tra le più apprezzate di sempre della scena italiana.

Resistenza è il palco come ragione di ogni cosa, fine ultimo anche del “prodotto” discografico, nato pensando alla dimensione live, costruito coinvolgendo i cinque sensi, “multidisciplinare” nell’evoluzione in più atti.

In band per raccontare il nuovo disco anche al Teatro Verdi di Firenze, poi il salto indietro fino agli anni ’90 per un non-nostalgico tuffo negli esordi. L’intermezzo chitarra e voce vale il biglietto. Semplice ma non banale. Resistente.