“Piero Pelù, Rumore dentro”, La cantina, il palco, il deserto

Entrare nella vita dell’uomo oltre la dimensione di artista, comprendere come le due cose si siano sempre mischiate, dagli anni ‘80, dal successo dei Litfiba fino ad oggi. Questo e un pò di più in “Piero Pelù, Rumore Dentro”, a Firenze nell’ambito della 66° Edizione del Festival dei Popoli.

Un viaggio che attraversa forse la parte più delicata della vita di Piero, l’incidente che ha rischiato di compromettere l’udito per sempre, il “problema” che diventa passeggero costante, che porta a re-interpretarsi, a trovare nuove soluzioni per evitare d’abbandonare le passioni di sempre.

Una sacralità che passa attraverso i luoghi che ci dicono oggi di più di Piero-uomo; la cantina umida a Firenze, il palco, il deserto, come dimensioni di un viaggio in cui è la persona a guidare, ben oltre la dimensione artistica.

E le tappe sono scandite dalla regia di Francesco Fei, con full immersion sul rapporto particolare tra uomo e terra, nel segno di tutta una serie di battaglie che vanno oltre l’Io. Da quelle di condanna ad ogni forma di guerra, alle attività di sostegno alle organizzazioni umanitarie, fino alla vicinanza della “local” situazione della Ex Gkn.

Il film è prodotto da Apnea Film, Nexo Studios e DNA Audiovisivi, realizzato grazie a TEG, con il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 e la collaborazione di Fabbrica Europa, arriva in sala dopo la partecipazione alla Mostra del cinema di Venezia al festival internazionale del cinema documentario