“Non mi rilasso”, 25 anni per il live che cambiò la storia della Bandabardò

Teatro Cartiere Carrara. Live celebrativo in corso, di acqua ne è passata sotto i ponti dal 2001, annata particolare che ci permette forse oggi di dare una serie di elementi utili alla ragione del successo dell’album “Se mi rilasso…collasso”.
 
Fu l’anno del ritorno “all’indipendenza” (discograficamente parlando), dei tour serrati, dei sold out e dei numeri da grandi per la Bandabardò. Ma fu anche l’anno del G8 di Genova, dell’attentato alle Torri Gemelle, di quella sensazione che nel mondo qualcosa stesse cambiando, drasticamente, forse fino al punto di non ritorno.
 
Annata di piazze da riempire, di scontri duri e proteste silenziose. “Manifesto” era all’esordio, ma in cassa ad ogni corteo, insieme a quelli che poi saranno cult della Banda. Anche a “Beppeanna”, ribattezzata a voci sgolate “Se mi rilasso…collasso” toccherà questo destino.
 
Si torna sul palco con la stessa energia, anche quando molte cose sono profondamente cambiate, nell’industria discografica, nella banda segnata dal lutto che è diventato energia ulteriore per non smettere. Non mi rilasso. Ancora sul palco si va per raccontare cosa hanno significato questi 25 anni.
 
Album live, dimensione live, sono coordinate precise per definire il contesto preferito, a tu per tu con il pubblico, ed anche qui i connotati sono decisamente dettagliati. L’uno rende il senso dell’altro ampliando il concetto di “banda”. E quando le luci si spengono capisci perché tutto è cominciato.
 
“Volevamo suonare. Volevamo essere fedeli a noi stessi”. Ci siete riusciti.