“Qui non è Hollywood. O sì?”, Ciulla verso il nuovo disco

Tutti a Milano a spendere i soldi che non abbiamo? Magari anche no, o almeno ci si prova. Cambiare l’orizzonte del desiderio, all’orizzonte c’è l’imponente scritta Hollywood. E se la strada buona forse nel verso opposto? A volte basta il primo passo.

È una narrazione a cui Ciulla ci ha già abituato, una posizione di campo che definisce il proprio modo di (voler) stare al mondo. Una metrica precisa che raccoglie l’esperienza del cantautorato italiano e ne ridefinisce il paradigma, accarezzando le incursioni elettroniche più care alla nuova generazione di “vecchi” songrwriter.

Ci eravamo lasciati trascinare dalla ricchezza di contenuti de “L’arte di stare bene” (2023), che già parlare/guardare con speranza il futuro era (e resta) atto rivoluzionario.

Voci che fanno bene. E che, se tutto va bene, magari si moltiplicano. “Hollywood” finisce tra i nostri “Consigli per l’ascolto” di oggi.

“𝑀𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑙𝑒
𝐴 𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒𝑔𝑜 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑒
𝑆𝑒 𝑐𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑝𝑜𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒
𝐴 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑚𝑢𝑡𝑎𝑛𝑑𝑒”