Monumenti a cielo aperto, il restauro del Campanile di Giotto
Monumenti a cielo aperto, il restauro del Campanile di Giotto
Proteggere il Campanile di Giotto significa custodire una parte dell’identità di Firenze. I suoi marmi e le sue decorazioni sono un patrimonio esposto ogni giorno agli agenti atmosferici: una bellezza che richiede cura, studio e interventi capaci di conservarla per le generazioni future.
Con il completamento del ponteggio entra nel vivo il percorso di restauro del monumento, promosso e interamente finanziato dall’Opera di Santa Maria del Fiore. L’intervento avrà una durata stimata di cinque anni, con un investimento di oltre sette milioni di euro.
«È la prima volta che il Campanile di Giotto viene restaurato nella sua interezza», spiega la direttrice del restauro. I lavori interesseranno sia gli ambienti interni sia il rivestimento esterno, composto da marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia. La prima fase sarà dedicata alle indagini diagnostiche e ai test preliminari, necessari per confermare le scelte progettuali e definire gli interventi sulle superfici.
Il restauro risponde a un degrado particolarmente evidente negli elementi sporgenti della terrazza sommitale e negli apparati decorativi. Si procederà dall’alto verso il basso, rendendo progressivamente visibili le parti restaurate.
Anche il cantiere è stato progettato per conciliare tutela e fruizione. Il ponteggio raggiunge circa 86 metri ed è pensato per lasciare visibile almeno il 60% delle superfici marmoree. Come sottolinea il responsabile del cantiere, la sostenibilità passa inoltre dall’impiego di elementi prefabbricati in acciaio, riutilizzabili in futuri restauri.
La cura del monumento ha riguardato anche la vita che ospita: il montaggio del ponteggio è stato riprogrammato per proteggere la nidificazione di una coppia di falchi pellegrini, consentendo la nascita e il successivo involo di tre piccoli.
Nel cuore di Firenze, il cantiere ricorda così il valore della conservazione: mantenere leggibile la storia racchiusa nei monumenti e permettere a chi verrà dopo di noi di continuare a incontrarla.
