Il valore che non sappiamo più riconoscere

In un mondo in cui tutto è “arte”, si rischia di perdere il senso comune del suo valore o del suo senso.

Notizia risalente a pochi giorni fa: due professoresse hanno trovato, accanto a un cassonetto, due quadri, prove di disegno risalenti ai primi del Novecento. A segnalarlo, sui social, è stata l’associazione di quartiere “Insieme per San Lorenzo”, che ha raccontato l’episodio come una piccola storia a lieto fine.

Una news che ci ha fatto gioire e subito interrogare su chi potesse essere l’ignorante di turno capace di gettare via un pezzo di storia. Poi abbiamo fatto zoom sui bozzetti. Li abbiamo osservati, e ci siamo resi conto che quegli stessi ignoranti avremmo potuto essere noi. Senza troppi dubbi avremmo ritenuto insignificanti quei quadretti in stile “casa della nonna” e li avremmo gettati alla prima occasione.

La domanda allora sorge spontanea: siamo diventati tutti ignoranti d’arte o è diventato tutto, improvvisamente, prezioso?

È la stessa vecchia diatriba tra “vintage” e “vecchio”, tra “moda” e “ma che ti sei messo?”, tra “buono” e “non si può mangiare”— a cui nessuno ha mai saputo dare una risposta chiara. Perché tutto dipende dalla sensibilità e dal gusto di ognuno: de gustibus non disputandum est, appunto.

Non possiamo pretendere di parlare la stessa lingua, figuriamoci avere la stessa percezione artistica. Ma forse è proprio questo il punto: ognuno attribuisce importanza a cose diverse, e quel minimo comun denominatore a cui tutti aspiriamo — cercando l’approvazione universale — semplicemente non esiste, anche se non lo abbiamo mai accettato.

Ed è la stessa dinamica che vale per le persone, prima ancora che i quadri. quante volte ci siamo sentiti non apprezzati, quindi profondamente sbagliati, per poi scoprire, troppo tardi, che non eravamo noi il problema, ma il posto dove ci trovavamo? Quante volte abbiamo avuto bisogno di un rifiuto enorme, il sentirsi trattati come spazzatura, per trovare il coraggio di cambiare INconfort zone?

Ai due quadri gettati tra i rifiuti di San Lorenzo è successo esattamente questo. Buttati, considerati privi di valore, sono stati notati solo perché qualcuno ha saputo guardarli con occhi diversi. Se fossero rimasti in cantina a prendere polvere nessuno avrebbe mai potuto riconoscere il loro valore.

Il vero rischio, allora, non è che tutto sia diventato arte, ma è smettere di guardare con abbastanza attenzione da poterla cogliere.