“Volevo essere Lucio”, Show da tutto esaurito al Mengo di Arezzo

Tre due uno ed è subito in mezzo alla folla. Inciampa, le aste di tanto in tanto battono il palco, lui sorride e prosegue. Perché quando il momento è il tuo non sempre stai a badare che sia tutto perfetto, soprattutto se la sbavatura, l’imperfezione, è ciò che ti fa stare bene e ti caratterizza.

Lucio Corsi lo vedi e ti viene così da pensare che la “fame” non è solo questione di appetito, quando il “piatto” è la folla che desideravi, qualcuno con cui condividere le tue storie. E non fa niente se in molti arrivano dopo il successo di Sanremo, l’importante è aprire la porta che poi ad entrare c’è sempre tempo.

Premesse da super show per Lucio Corsi, il palco è quello del MenGo di Arezzo, Festival che si conferma tra i più interessanti del calendario toscano e non solo. Lucio di qui non c’era mai passato, ma non è lontano dai tanti che da questo prato hanno cominciato ed oggi sognano, magari, di arrivare a fare il salto.

Set corposo per uno spettacolo da cantastorie. Uno strumento sempre nuovo tra le mani per vestire gli abiti di chi ha attraversato la vita di Lucio ed ora è canzone, da Francis Delacroix all’amico secco, al re de rave. Accenno a Cocciante e torna “Andy” di Toy Story per qualche secondo.

Un live che è tante cose e che si sintetizza nel sogno realizzato che è più che palese. Costruire la vita su quello che ti piace, crescere ed essere curioso dell’approccio sempre nuovo, arrivare persino ad essere quasi compreso e toccarlo con mano nelle migliaia di mani che si muovono al ritmo della tua musica. Da “Volevo essere un duro” a “Volevo essere Lucio” è un attimo.