Si riaccendono le luci per il primo appuntamento del Maggio Musicale

Si riaccendono le luci al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per il primo appuntamento lirico della stagione, dopo la pausa estiva: in programma, martedì 16 settembre alle ore 20Les pêcheurs de perles di Georges Bizet, proposta nell’allestimento della Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Altre tre le recite previste in cartellone: il 19 settembre alle ore 20, il 21 settembre alle ore 15:30 e il 23 settembre alle ore 20.

Sul podio della Sala Grande del Teatro, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Jérémie Rhorer; l’allestimento, ripreso in quest’occasione da Derek Gimpel, è firmato da Wim Windersla cui regia di un’opera è portata in scena per la prima volta in assoluto in Italia.

Le scene sono di David Regehr; i costumi di Montserrat Casanova; le luci, riprese da Oscar Frosio, sono di Olaf Freese. La drammaturgia è curata da Detlef Giese. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Il cast vocale è formato da Hasmik Torosyan nella parte di Léila; Javier Camarena interpreta Nadir; la parte di Zurga è interpretata da Lucas Meachem e Huigang Liu veste i panni di Nourabad.

 

L’opera:

Les Pêcheurs de perles, opera in tre atti su libretto di Michel Carrè ed Eugène Cormon, fu composta da Georges Bizet nel 1863. Il giovane musicista francese, che si era aggiudicato pochi anni prima il prestigioso” Prix de Rome”, fu ingaggiato dal direttore del Théâtre Lyrique di Parigi Léon Carvalho per realizzare un’opera per il suo teatro. Bizet, all’epoca poco più che ventenne, accettò di buon grado ma trattandosi della sua prima esperienza di prestigio si trovò a mettere in musica il libretto fornitogli da Carvalho senza avere voce in capitolo.

Il soggetto esotico dei Pêcheurs de perles si inseriva nella lunga scia di opere di ispirazione orientale che già da qualche anno erano diventate di gran moda in Francia. L’isola di Ceylon fa da sfondo a una storia d’amore incentrata sul tradizionale triangolo: Léïla, sacerdotessa di Brahma, è amata sia dal pescatore di perle Nadir, sia da Zurga, capo dei pescatori legato a Nadir da un’amicizia di lungo corso. Ma Léïla ama Nadir e Zurga sarà quindi costretto a sacrificare i propri sentimenti rinunciando sia alla donna amata che all’amico.

Già alla prima rappresentazione il 29 settembre del 1863 i critici si scagliarono impietosi contro il libretto, ritenuto banale e privo di originalità. Era stato lo stesso Carvalho a richiedere un plot che abbondasse di situazioni melodrammatiche tradizionali per agevolare il lavoro del giovane debuttante. Tuttavia, nonostante l’inesperienza e un libretto di scarso valore, Bizet riuscì a realizzare per i Pêcheurs de perles una veste musicale fascinosa ricca di ritmi insoliti, languide armonie e preziosità timbriche che magistralmente evocano il misterioso Oriente tanto vagheggiato in quello scorcio di secolo.

 

Per info: https://www.maggiofiorentino.com/