“Restituire”. Baglioni e la missione “Grand Tour”
All’orizzonte c’è lo sviluppo di un tour speciale, l’ultimo itinerante. La musica è nota, le location lo saranno per il criterio particolare con cui sono state selezionate, un atto d’amore nei confronti delle due grandi passioni di vita. L’architettura, con la laurea conquistata a Napoli. La musica, quella che lo ha consacrato al grande pubblico, ampliando la possibilità del messaggio, oltre il fenomeno “pop”, oltre le colonne sonore delle vite comuni, quelle che hanno portato per decenni Claudio Baglioni nel contesto delle mura domestiche e “popolari”.
La notorietà, i sold out, le frasi scritte su un quaderno di decine di generazioni; poi cresci e comprendi che quel dono porta con sé una missione più grande nella possibilità di dire qualcosa di importante, o ancor meglio di fare qualcosa di importante.
È torna il contesto del “restituire” che sarà filo conduttore del viaggio in giro per l’Italia. Concreto attraverso i luoghi della musica, selezionati tornando alla passione per l’architettura, alla capacità di immaginare un presente ed un futuro per gli spazi della musica, selezionati in virtù di interesse di carattere storico, architettonico, paesaggistico.
Concetti che toccheremo con mano in Toscana, lo sentiamo nel talk condiviso, con al tavolo Comune, Sorpintendenza, Fondazione Architetti e Fondazione Fabbrica Europa.
Il parco delle cascine, posto di ricordi d’infanzia, sintetizzerà il messaggio. La musica è lo strumento, l’obiettivo è ambizioso nella volontà di contribuire allo sviluppo della bellezza del luogo. Per tutti. Di tutti. E si fa grande il ruolo dell’artista.
