Poetry slam, una città che scrive in versi

«Ma quando ti sposi?». E poi le emozioni da mal di pancia, il corpo che urla ciò che la mente non riesce a dire, la violenza di genere e la paura di tornare a casa da sole la sera. Vite quotidiane racchiuse in giri di rime con cui Sara Dringoli, in arte Mayolica, ha conquistato il titolo di campionessa regionale di poetry slam nella finale al Lumen domenica 12 luglio.
Sul palco si sono sfidati i migliori poeti performativi della Toscana per conquistare un posto alle nazionali della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam –, in programma a Trento il 25 e 26 settembre.

Nata a Chicago negli anni Ottanta, la poetry slam ha mosso i primi passi a Firenze nel 2021 e, da allora, è cresciuta grazie all’attività di tre collettivi cittadini: i Ripescati dalla Piena, gli Ossi di Nutria e Le Penne Lisce. Dal centro storico all’Isolotto, fino a Gavinana, hanno reso i circoli Arci, le librerie e gli spazi culturali di quartiere dei palcoscenici dedicati alla poesia performativa.

Nessuna contrada o rivalità: radici diverse ma voglia di scrivere, mettersi in gioco e far vivere la poesia davanti a un pubblico sempre più ampio. Nella poetry slam infatti a decretare il vincitore è una giuria popolare volontaria, che ieri ha dato la corona d’alloro alla cantautrice e poetessa performativa attiva da solo un anno sulla scena fiorentina, senza l’appartenenza ad alcun collettivo. Un podio combattuto e condiviso con gli altri finalisti toscani, ognuno con le proprie inquietudini e contraddizioni sferrate a colpi di rima.

Giulia Muzio