Per Eleonora, Premio Stenterello alla memoria di Eleonora Giorgi
Italian actress Eleonora Giorgi arrives for the screening of 'Borotalco' at the 12th annual Rome Film Festival, in Rome, Italy, 31 October 2017. The festival runs from 26 October to 05 November. ANSA/CLAUDIO ONORATI
A sei mesi di distanza dalla morte dell’attrice Eleonora Giorgi sarà consegnato il Premio “Stenterello 2025 alla memoria” nelle mani del figlio Andrea Rizzoli, attraverso un incontro col pubblico diretto da Andrea Muzzi, direttore artistico dello Stenterello Film Festival, che ha fortemente voluto questo riconoscimento.
Il Premio a Eleonora Giorgi è doveroso – sottolinea Andrea Muzzi – ad un’artista che ha attraversato oltre 40 anni della cinematografia italiana, un’icona non etichettabile che ha percorso questi anni con leggerezza ed eleganza, un esempio di vita per come poi ha affrontato la malattia.
Un significativo incontro di condivisione, nel cuore di Firenze presso IL Tornabuoni, hotel parte della collezione VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels, per conoscere più da vicino il racconto biografico del figlio di Eleonora Giorgi, Andrea Rizzoli, che per l’occasione presenterà anche il libro Non ci sono buone notizie (Piemme), e ci racconterà i momenti più significativi, intensi e toccanti, dell’ultimo anno di sua madre – “L’anno più bello di mia madre, nonostante tutto”.
Una tosse sospetta, un’ombra al pancreas, poi la diagnosi di tumore. Così inizia l’anno più intenso, ricco, doloroso (e bello) della vita di Eleonora Giorgi. A raccontarlo è il figlio Andrea, in questo diario che è anche una lettera a sua madre: non più l’attrice, il personaggio pubblico, l’icona del cinema che tutti amiamo, ma semplicemente Eleonora, la donna forte e combattiva che non teme le sue fragilità. Un racconto corale in cui sembra esserci tutto: paura, speranza, dolcezza, le priorità che cambiano, il tempo che diventa insieme alleato e nemico, il “quando” che si trasforma in “se”.
Una tosse sospetta, un’ombra al pancreas, poi la diagnosi di tumore. Così inizia l’anno più intenso, ricco, doloroso (e bello) della vita di Eleonora Giorgi. A raccontarlo è il figlio Andrea, in questo diario che è anche una lettera a sua madre: non più l’attrice, il personaggio pubblico, l’icona del cinema che tutti amiamo, ma semplicemente Eleonora, la donna forte e combattiva che non teme le sue fragilità. Un racconto corale in cui sembra esserci tutto: paura, speranza, dolcezza, le priorità che cambiano, il tempo che diventa insieme alleato e nemico, il “quando” che si trasforma in “se”.
Una donna incredibile con il sorriso e la voglia di vivere fino alla fine.
Eleonora Giorgi, morta a 71 anni, ha attraversato quaranta anni di cinema italiano.
Eleonora Giorgi, attrice e regista con le sue origini ungheresi e britanniche incarnava, fin da giovanissima, una modalità d’essere unica. Protagonista di alcune indimenticabili commedie, tra i suoi film più noti, Mia moglie è una strega (1980), con Renato Pozzetto, Borotalco (1982) con Carlo Verdone, per il quale ha vinto il David di Donatello, e Grand Hotel Excelsior (1982) con Adriano Celentano.
