Memoria, dolore e speranza. Le parole chiave del Radicondoli Festival 2025

La memoria, il dolore e la speranza sono le parole chiave che distinguono l’edizione 2025 del Radicondoli Festival, che si terrà dal 12 al 31 luglio nel borgo senese con una nutrita agenda di appuntamenti teatrali, artistici e culturali curati dal regista Massimo Luconi, direttore della rassegna. Il programma della manifestazione verrà presentato mercoledì 9 luglio a Firenze alle 13 presso la sede della Giunta regionale toscana nel corso di un incontro con la stampa al quale interverranno il presidente della Regione Eugenio Giani, Francesco Guarguaglini, Sindaco di Radicondoli, il presidente dell’Associazione Radicondoli Arte Marco Rossi e Massimo Luconi, direttore del Festival.

Un festival sostenibile

La vocazione e l’identità del Festival è fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia, con  un uso molto green degli allestimenti tecnici e con la consapevolezza di organizzare un festival sostenibile e attento al risparmio energetico.

Che cosa significa oggi per un festival “essere sostenibile”? Quali obiettivi vanno perseguiti? quali pratiche devono essere adottate? nuove tecnologie e nuovi materiali possono aiutarci a ridurre l’impatto ambientale? questa nuova sensibilità ha un impatto nella produzione della manifestazione dei singoli eventi?

I festival sono luoghi di innovazione e sperimentazione ma lo sviluppo sostenibile richiede nuove competenze e nuove filosofie organizzative e professionali. Per rendere un evento sostenibile è necessario utilizzare un approccio globale, che investa tutte le fasi, dalla progettazione alla valutazione finale.

Il festival di Radicondoli, da tempo ha impostato il suo programma riducendo l’impatto tecnico semplificando al massimo gli allestimenti invasivi e valorizzando gli spazi architettonici con soluzioni scenografiche e tecniche  semplici e attente all’ambiente naturale.

La Storia del Festival

Il Festival nasce nell’estate del 1986, quando Giancarlo Calamai, musicista e appassionato di teatro ed ex presidente del teatro Metastasio di Prato, organizza una rassegna di musica nella bella struttura del Convento dell’Osservanza, poco distante dal paese. In quel periodo, il convento versava in uno stato di totale abbandono ed era in pericolo la stabilità dell’edificio stesso. Allo scopo di salvare questa preziosa struttura, Giancarlo Calamai e il Sindaco dell’epoca, Ivo Dei, decisero di programmare a Radicondoli una stagione di concerti e di spettacoli; nel 1987 fu realizzato il primo vero e proprio cartellone della rassegna: “Dal Medio Evo al Rinascimento – Storia, Arte e Cultura in Toscana”.

L’Associazione Culturale Radicondoli Arte

Da allora il Festival ha consolidato un’autonoma struttura organizzativa e, nel 1991 è stata costituita l’Associazione culturale Radicondoli Arte, che da allora in concerto con il Comune gestisce l’ attività del festival.
Il nucleo artistico, progettuale e organizzativo, fin dalla prima edizione, si è caratterizzato nella continuità: Giancarlo Calamai ha diretto la manifestazione dal 1986 al 1996; Nico Garrone, sceneggiatore e critico teatrale a lungo firma di Repubblica dal 1997 al 2009, anno della sua prematura scomparsa, ha diretto con sapienza e attenzione ai fermenti del teatro contemporaneo facendo diventare il Festival di Radicondoli una delle esperienze più interessanti del teatro italiano. Successivamente la direzione artistica è stata affidata per tre anni a Gabriele Rizza, giornalista e critico teatrale e Anna Giannelli ufficio stampa e collaboratrice di Garrone.