“Me la vivo così”, perché Olly è voce di una generazione

Il Mandela Forum sold out per due serate non era fatto scontato, ma quando entri (anche se in ritardo, quando tutto sta per cominciare) capisci perchè è successo. E te ne accorgi quando Olly non è ancora sul palco; un paio di hit in cassa e già lo senti tutto il palazzetto; qualcuno canta da fuori. Perché sì, c’è anche chi non è riuscito a trovare il biglietto e quel live lo ascolterà sotto la pioggia, dai cancelli, che anche così va bene.

E che si prospetta una serata in ascesa lo si intuisce abbastanza in fretta quando la voce in cassa diventa quella del protagonista di serata e di lì in poi ne vedrai di ogni. “Tutta vita” è la frase che campeggia sul palco, tutta vita è quella che si respira dall’altra parte della barricata. Ho visto, non in sequenza, fratelli e sorelle abbracciarsi nel condividere una passione comune; amiche brindare all’amicizia che durerà per sempre (?), ragazzi abbattere la forza di gravità volando ad un paio di metri da terra sotto la spinta dei propri compagni.

La festa è fatta di momenti diversi, esplode in principio, si raccoglie nella profonda sessione acustica, da falò; va fuori controllo per il rush finale. Le cantano tutte e ti accorgi cosa hai di fronte.

Sul palco c’è una delle papabili, se non già di diritto, voci della generazione del nuovo millennio. Uno che ne interpreta gioie e dubbi, le grandi sfide, il desiderio di rispondere a chi guarda e giudica, alimentando il senso di inadeguatezza. “Me la vivo così”, suona forte sul palco. E fai bene, direi. Esperienza da rifare.