Innovazione sul palco, al via AVAMPOSTI TeatroFestival 026

Innovazione sul palco, al via AVAMPOSTI TeatroFestival 026

Di Giulia Muzio e Vincenzo Esposito

Torna dal 5 settembre al 5 dicembre AVAMPOSTI TeatroFestival 026, la rassegna del Teatro delle Donne dedicata alla drammaturgia contemporanea e alla pluralità degli sguardi.

Un programma che attraversa temi sociali, memoria, identità e universo femminile, con 11 spettacoli tra Firenze, Sesto Fiorentino e Scandicci. In cartellone nomi come Iaia Forte, Lucia Lavia, Elena Arvigo, Angela Antonini, Daniela Giovanetti e Alberto Boubakar Malanchino.

L’inaugurazione, il 5 settembre a Palazzo Medici Riccardi, è affidata a Lucia Lavia con Voltati, parlami di Alberto Moravia. Seguono a Villa Vogel Andromaca – Il candore del cigno e Vita meravigliosa, dedicato alla poetessa Patrizia Cavalli. Al Teatro Goldoni, sede del Teatro delle Donne, arrivano diverse prime, a partire da Parole al vento di Silvia Nanni. Il lavoro prende spunto dal “telefono del vento” giapponese, luogo simbolico dove parlare idealmente con chi non c’è più. A settembre Angela Antonini porta in scena Euridice non si volta, rilettura del mito attraverso la poesia di Carol Ann Duffy. A ottobre, in collaborazione con Intercity Festival, debutta in Italia Le mani di Llàtzer Garcia.

Spazio anche a Virginia Woolf con Una stanza tutta per sé, interpretato da Elena Arvigo e Marta Comerio. Il programma prosegue a novembre con Little Boy, sul dramma di Hiroshima e sulle responsabilità della guerra.

Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Drago. Opera Finale affronta il tema della violenza attraverso la figura dell’uomo maltrattante. Completa il percorso Il labirinto delle emozioni, progetto dedicato all’educazione sentimentale. La chiusura, il 5 dicembre, è affidata a Leo – L’unica arte è un pugno, storia del pugile italo-congolese Leone Jacovacci. Accanto agli spettacoli, il festival propone incontri, libri, laboratori, attività per le scuole e Favole & merenda alla Biblioteca di Scandicci.

A 33 anni dalla nascita, il Teatro delle Donne conferma così il proprio ruolo di spazio di ricerca e di riferimento nazionale per le nuove voci della scena contemporanea.