Il rientro in stile fiorentino
È finita l’estate: si torna sui banchi, dietro ai computer, con la mente già occupata dal lavoro che incombe. La città piano piano si ripopola di volti abbronzati, occhi ancora assonnati e quell’aria serena che, almeno in teoria, dovrebbe accompagnare i primi giorni di settembre… Ah no, già, siamo a Firenze.
Un rientro piuttosto scoppiettante, direi. Tra cubi neri, cantieri mai chiusi, siti porno illegali e il traffico in aumento, il fiorentino medio riprende con entusiasmo il suo sport preferito: il lamentìo.
Eppure, settembre non doveva essere il nuovo gennaio? Quello dei buoni propositi, delle rinascite, delle migliorie?
Ecco, con questo numero vogliamo proporvi una ripartenza diversa, fuori dal solito turbinio di faccende e malumori.
Una rinascita dei valori e delle arti che parta, prima di tutto, dalla parola: da un buon lessico capace di restituire valore ai concetti che esprimiamo. Concetti che spesso affondano le radici nel passato, nella storia, che non deve limitarci nel presente, ma piuttosto insegnarci a rispettarlo. Un valore, quest’ultimo, a cui è stata data voce attraverso la rivoluzione dell’eleganza al posto della violenza. E questa rivoluzione è possibile solo se le arti collaborano tra loro, generando nuove forme di espressione.
Perché cultura non è solo conservazione, ma trasformazione: è trovare un linguaggio attuale per raccontare chi siamo, cosa vogliamo diventare, e quali valori vogliamo mettere al centro della nostra quotidianità.
Settembre, in fondo, serve anche a questo: a imparare a ripartire col piede giusto. Ripartire col piede giusto non significa solo riprendere il ritmo, ma decidere la direzione. E allora che sia una direzione consapevole, creativa, capace di futuro.
