Il grande scopo della vita
Capita a tutti, prima o poi, di domandarsi dove si stia andando, quale sia il grande scopo della vita, di chiedersi: “Perché stiamo facendo tutto questo?”. Nessuno ne è escluso.
E davanti al mare di possibilità, di obiettivi da raggiungere e traguardi da tagliare, ci prende lo sconforto da una parte, il panico dall’altra. Da dove cominciare? Ce la farò davvero?
Tempo fa, parlando proprio di questo sentimento, una persona mi fece riflettere non tanto sul tema, quanto sulla formulazione stessa delle mie domande.
Forse il problema non sono i massimi sistemi del mondo, ma quale obiettivo voglio raggiungere oggi.
La domanda non deve riguardare la salvezza dell’intero pianeta, ma piuttosto ciò a cui siamo chiamati ogni giorno. Non tra dieci anni: ora. Tra due ore. Stasera. Già domani è troppo lontano.
Il grande scopo della vita, in fondo, è uno solo e uguale per tutti: essere felici, con se stessi e con gli altri.
Ognuno cerca la felicità a modo suo, ma non la troverà mai se resta spettatore passivo dell’evolversi dell’universo. C’è speranza, invece, per chi ogni giorno si dedica a essere dove è giusto che sia, a fare ciò che è giusto che faccia.
È in quell’impegno quotidiano, spinto dalla curiosità di guardare oltre, che si nasconde il senso.
Con la consapevolezza, però, che non abbiamo il controllo di nulla: a noi spetta accogliere ciò che accade e cercare di trarne sempre il meglio.
In questo percorso, lungo e allo stesso tempo brevissimo, si inseriscono le storie di questa settimana: dalla dedizione nel tradurre il sentimento di Lucio Dalla, fino alla ricerca della trascendenza attraverso l’arte di Lorenzo Ghiberti.
