Firenze Fuori è stata alla mostra dedicata all’artista peruviano Jorge Eielson inaugurata ieri dal premio Nobel Mario Vargas Llosa presso la RFK International House.
In una piacevole serata a Firenze, è stato possibile “scoprire” Jorge Eielson uno dei più grandi artisti peruviani del Novecento e uno dei più importanti dell’America Latina. Ma anche l’unico esempio di artista “integrale” riuscito ad eccellere in campi diversi: l’arte, la letteratura, il collezionismo.
La mostra a lui dedicata “Jorge Eielson – Gesti ancestrali e forme attuali” resterà aperta fino al 4 Luglio 2014 presso la RFK International House (Sala delle Colonne Ottagonali, Le Murate, via Ghibellina 12/A). Essa comprende 30 opere tra dipinti e sculture, molte mai esposte prima al pubblico, attraverso le quali si intende illustrare l’intero percorso dell’artista a partire dagli anni Sessanta. In quegli anni Eielson inizia l’esplorazione delle sue radici americane attraverso la materia nella serie astratta dei “Paesaggi infiniti della costa del Perù”, per arrivare alla riscoperta dell’uomo e della figura umana, che viene allusa nella serie di opere realizzate con gli indumenti.
Camicie, blue-jeans, reggiseni, guanti, calze di nylon vengono assemblati, piegati, bruciati, torti e infine annodati. Lasciano così in eredità un segno caratteristico, insieme ancestrale e nuovo, ludico e filosofico: il nodo.
Tele e nodi sono stati realizzati dagli anni ‘60 al 2005. La mostra vuole inoltre mettere in luce il suo legame con il mondo pre-colombiano. Risale al 1963 il suo primo “quipu”, che collega idealmente la cultura dei popoli precolombiani alla sua vicenda artistica.
Jorge Eielson elabora una visione poetica unitaria, esprimendola poi nelle sue varie declinazioni, e avvalendosi di differenti codici: ad esempio, un suo poema del 1949, Prima morte di Maria, alcuni anni più tardi diventa un romanzo, poi una piéce teatrale, poi un’installazione e infine una performance. Questo suo modo di lavorare, che gli ha procurato anche molte incomprensioni, si rivela oggi di estrema attualità.
La sua stessa posizione di cittadino di vari mondi, di varie origini e culture (nazca, svedese, spagnola, italiana) ha contribuito a questa sua ricerca globale. Come per altri grandi latinoamericani, ammirati da Eielson (Fontana, Borges, Paz), la sua unica patria è l’arte.
La mostra sarà visitabile dal Lunedi al Venerdi, dalle ore 17.00 alle ore 23.00, ad ingresso libero. L’esposizione sarà in parte replicata a Lima, presso la Casa de la Literatura Peruana, nel mese di dicembre 2014.