Risciò banditi dal centro, la misura che tutti stavamo aspettando?

“Risciò e caddy vietati nell’area Unesco di Firenze dal 15 ottobre. Una misura attesa, per tutelare decoro, sicurezza e vivibilità del centro storico.” Ora rileggilo con lo stesso tono che lo “zio” di Johnny Stecchino, con lo stuzzicadenti in bocca, con un’aria tra la serietà e una presunta ingenuità, usa quando dice che “il problema della Sicilia è il traffico”. Non ti sembrano quasi uguali?

Beh certo, le regole sono essenziali, i permessi ancora di più e la tranquillità della cittadinanza ha un valore da tutelare. Ma, forse non è questa la misura tanto attesa dai fiorentini. È vero, a noi piace lamentarci moltissimo, ma siamo così sicuri che non siano più urgenti altri tipi di provvedimenti? Altri i permessi da centellinare? Chiedo per un amico…

Passeggiando per il centro ci sono una quantità di negozi di souvenir o in generale di oggettistica cinese degni di una città grande quanto New York. Negozi all’interno dei quali di solito non si vede l’ombra di un turista (che giustificherebbe la loro presenza). E i dipendenti? Seduti sullo sgabello, con il gomito appoggiato al tavolo, il ventilatore puntato in faccia. Una mano serve per sorreggere la testa assonnata, l’altra per scrollare i reel di Tik Tok.

La domanda, come si può ragionevolmente pensare, sorge spontanea… ma questi come fanno a campare? Come riescono a mantenere un affitto in questa strada? Ma soprattutto, quante licenze per souvenir, finta pelle e oggettistica cede il Comune di Firenze?

Allora sì, è di interesse comune regolare i risciò che portano in giro i turisti, ma forse fare un controllo più approfondito anche sulla quantità e qualità di questo tipo di negozi che esistono in città non è poi così una cattiva idea. O facciamo finta di niente? Lo chiedo sempre per quell’amico.