“Per prendersi bene”, Bianco firma Camaleonte
Roberto Angelini ha un Tascam a quattro piste su cassetta, è notte fonda, gli alpinisti riposano tra le camere del rifugio Fauniera; quello strumento diventa custode delle prime note di “Prenditi bene”; la traccia chiuderà “Camaleonte”, nuovo disco di Bianco, oggi tra i nostri consigli per l’ascolto.
Una notte per sapersi lasciar incantare da un abito semplice, quel “modo” diventerà il filo conduttore dell’album, grezzo, momento di incontro col proprio passato, partorito con le mani sapienti di un gruppo di amici seduti attorno alla propria passione condivisa.
11 tracce ci guidano nella storia. Come guardare il soffitto, un percorso tra domande esistenziali che riguardano il sé, le scelte fatte, il desiderio di adattarsi al mondo (con tutte le complicazioni del caso) che ad un certo punto scompare, superato da consapevolezze nuove che ci portano a scegliere il nostro, personale, posto nel mondo, la propria prospettiva.
Ed anche il suono si prende i suoi spazi, anche a discapito delle parole quando l’obiettivo è aprire ad un momento per sé stessi, senza necessità di spiegare. Camaleonti sì ma non per mimetizzarsi. Per dare spazio all’istinto, lasciandosi andare alle emozioni autentiche, scegliendo il proprio colore. Per “prendersi bene”.
