“Oltre le gambe c’è di più”. The Cleopatras firmano “Heart Pieces”
Pezzi di cuore, e no, non c’è riferimento a prole. “Heart Pieces” è il titolo del quinto album in studio per “The Cleopatras”; dopo aver urlato contro i mali della società contemporanea è tempo di consegnare/consegnarsi con qualcosa di più per la band fiorentina attiva dai primi anni duemila, con nel dna la capacità di sapersi rinnovare, cercare nuove occasioni espressive che passano anche per il “rimpasto” di voci e strumenti della band.
Suona spensieratezza l’intro californiana di “Bye Boy” ma oltre le gambe (che ballano, ndr) c’è di più. L’approccio è ad un disco che tiene fede a tutta una serie di impegni con il proprio modo di voler stare al mondo, dal disprezzo per il privilegio di casta alla ripugnanza nei confronti di chi devasta il pianeta, fino alla propria voce nel contesto delle battaglie per i diritti della donna.
E ci aggiunge qualcosa in più, la prospettiva personale sui fallimenti dell’amore, sulle delusioni, sulle fratture insanabili che restano scolpite nella carne.
Camilla Lastrucci, Alice Guerrini, Marta Franceschi e Vanessa Billi sono le artefici di un manifesto di controcultura per il particolare momento storico; nel tempo della riproduzione in serie, della pop star virale a tutti i costi, della diva da palco, dei lustrini che contano più del suono, ci dicono che è ancora possibile riprendersi il proprio spazio, che il punk al femminile esiste ancora, che a volte essere, più che apparire, non per forza premia ma fa bene.
“Heart Pieces” è il nostro consiglio per l’ascolto di oggi.
