Canto Infinito a Firenze, Jean-Marie Appriou a Palazzo Strozzi

Artisti contemporanei in dialogo con i grandi Maestri, il terzo capitolo del Project Space di Palazzo Strozzi, a cura di Arturo Galansino, porta a Firenze Canto Infinito, personale dell’artista francese Jean-Marie Appriou. E l’impatto dell’Italia, della cultura fiorentina, è palese ed evidente appena varchi la soglia che ti introduce al percorso espositivo.

 

Richiami danteschi, il più esplicito nell’iscrizione che ci porta dritti fino alla Divina Commedia, di cui è possibile raccogliere l’eco quando ti confronti con La Porta, una raccolta di episodi che affonda le radici nella mitologia, un confronto sottile tra realtà e finzione, divino e terreno, inferno e paradiso.

La materia si fa linguaggio, meno astratto di quanto si immagini nella possibilità del confronto tattile, con i segni del percorso che porta alla realizzazione dell’opera, con l’interazione che è reale e offre pieno senso al messaggio dell’introspezione sul tempo, sui cambiamenti, sulla trasformazione, sulla sottile linea che separa oscurità e luce.

Canto infinito, il ciclo continuo, la mutabilità della materia. La costellazione di figure reali ed immaginarie offre lo strumento per proiettarsi in una storia che non è didascalia, che cambia, che ci invita ogni volta a cambiare prospettiva.