Il pozzo in piazza della Repubblica, in onore di Dio Arno

Vi siete mai chiesti se il fiume Arno, le cui sponde bagnano la nostra città, sia mai stato adorato come un Dio?

E se gli antichi fiorentini che tanto lo avessero benedetto nel corso degli anni per la sua funzione strategica ?

 

Nel lontano settembre 1893 un gruppo di operai intenti a lavorare in piazza della Repubblica scavando a pochi metri dall’antico Gambrinus trovarono un bizzarro locale sotterraneo.

 

Rettangolare , a quattro metri di profondità sotto il livello della strada, risultò subito un reperto di età romana agli esperti che ne osservarono la struttura.

 

Per la presenza di una scalinata di pietra che scendeva fino ad una falda acquifera gli fu subito attribuita la funzione di pozzo pubblico, anche se con la conformazione dei comuni pozzi di età romana aveva ben poco a che spartire.

 

Sorse dunque il dubbio che non fosse un semplice pozzo pubblico ma piuttosto l’accesso ad una sorgente d’acqua che all’epoca doveva avere valore simbolico, spirituale.

 

Il ritrovamento che sconvolse l’opinione pubblica

Ad avvalorare questa tesi fu il ritrovamento di una lastra marmorea scolpita a bassorilievo raffigurante un uomo, cinto in testa da una corona di foglie, nella cui sinistra teneva un’anfora traboccante d’acqua e nella destra un ramo ricco di foglie. Che si trattasse forse della rappresentazione generica di una divinità dell’acqua ? O magari della rappresentazione del Dio Arno ? Dopo tutto non sarebbe sicuramente un primato dei fiorentini attribuire al proprio fiume sacralità ( basti pensare agli egizi e al loro culto sfrenato per il Nilo ).

 

Gli studiosi non approfondirono mai tale ipotesi ne col passare degli anni fu attribuita importanza al reperto archeologico dato che ad oggi è impossibile accedervi.
Ma la presenza di quella lastra dimostra che i fiorentini in epoca romana erano devoti a quella sorgente d’acqua e ne veneravano la presenza.
Gilberto Bertini
redazione@firenzefuori.it
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