La maledizione della civiltà sepolta sotto Piazza della Repubblica

Quando passate da piazza della Repubblica sotto i vostri piedi si celano i resti di una civiltà sepolta.

Che domande fate? Quale civiltà ha dato il via alla storia di Firenze? Gli Etruschi! Ovvio no? E gli Etruschi da dove arrivano? Da una civiltà antichissima, la cui storia si perde nella notte dei tempi.

Sappiamo tutti la storia dei Romani che allegri e spensierati costruivano le città sul Cardo e sul Decumano. Facevano le loro valutazioni in base alla ricchezza del suolo e poi tracciavano il percorso che avrebbe delimitato il loro accampamento. Stiamo parlando del 59 a.c circa, bazzecole insomma… rispetto ai 1.000 anni di storia che precedono la fondazione romana di Florentia.

I Romani non si accorsero che sotto il luogo dove avevano deciso di accamparsi c’erano i resti di una civiltà sepolta. Ci sono voluti altri 1800 anni.

Infatti è solo grazie alla giunta del sindaco dell’epoca, Pietro Torrigiani che sappiamo dell’esistenza di una necropoli nel centro di Firenze. Tra il 1892 e il 1894 furono fatti degli scavi per modernizzare la pavimentazione del centro.

Durante gli scavi gli operai trovarono qualcosa che andava al di là della loro immaginazione. Un orcio di terracotta e degli ossuari. All’interno di essi le ceneri e le ossa di qualche morto. I reperti erano rimasti intatti nel tempo grazie alle esondazioni dell‘Arno che nel tempo hanno smosso il terreno e ricoperto i resti che fanno pensare proprio ad una civiltà sepolta antichissima, risalente al 1.000 a.c 

Gli archeologi se resero conto che quei reperti erano simili a quelli ritrovati in tutta la zona bolognese, nelle necropoli risalenti alla civiltà che ha recitato il ruolo di protagonista nell‘età del Bronzo nell’Italia Settentrionale: I Villanoviani.

Il nome dei Villanoviani deriva da una località vicino a Bologna e identifica le civiltà che hanno abitato l’Italia, in particolare ne l’Etruria tirrenica, l’Emilia-Romagna, le Marche, alcune zone della Campania e della Lucania, in un periodo di tempo che va tra il 1.000 e il 900 a.c. 

Una civiltà antichissima con un’identità ben precisa della quale si conoscono i basilari elementi: esperti nell‘agricoltura, con lo sviluppo della tecnica sono diventati artigiani di ceramiche e metalli, devoti al culto del sole e della luna.

In particolare con una passione accentuata per le cerimonie funebri, la sepoltura e la cremazione. Tutti aspetti che conosciamo grazie all’analisi dei reperti trovati in grande quantità nella zona di Bologna e anche, sul versante tirrenico, in quella di Volterra.

Per quanto riguarda Firenze i resti trovati della civiltà sepolta non sono sufficienti per fornirci un affresco esatto della civiltà che ha goduto della piana fiorentina 1.000 a.g (Avanti Giani). Ma solo per gettare ipotesi e interrogativi sulla nostra discendenza e per scoprire dal passato antico, chi saranno i nostri successori.

Ogni necropoli genera una maledizione. Anche in Piazza della Repubblica. Ad esempio sono stati trovati dei reperti che tradotti dall’alfabeto villanoviano direbbero le seguenti cose:

“IN QUESTO POSTO PAGHERETE 7.00 EURO PER UN CAFFE’ E UNA BRIOCHES!”

“IN PERIODO DI CRISI, QUI, CENTINAIA DI PERSONE FARANNO LA FILA PER PRENDERSI L’I-PHONE”

“QUI SORGERA’ UNA LIBRERIA IN CUI FABIO VOLO SARA’ IL LIBRO PIU’ VENDUTO”  Volevate una vera maledizione? Beh, a me  fa più paura questa realtà.

Ora sapete che sotto i vostri piedi, passando per piazza della Repubblica, precisamente in zona Hard Rock, state calpestando una necropoli di 1.000 anni fa. Vi rende un po’ più ricchi questo fatto? no… però vi fornisce un buon argomento di conversazione per il pranzo di Natale. 

 

Gilberto Bertini

Per i vostri consueti commenti redazione@firenzefuori.it

Comment ( 1 )
  1. Misteri toscani: a Pontassieve ci sono le piramidi
    17 maggio 2016 at 14:57
    Reply

    […] Sulle tre colline non sono mai state condotte analisi accurate. Ma dai rilievi fatti nella Sieve sono emerse tracce della presenza di una civiltà di cacciatori pre-etrusca, si potrebbe trattare dei Villanoviani. […]

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