Cronache dal Mercatino di  Natale in Santa Croce (Foto)

Cielo bianco, freddo pungente e addobbi rosseggianti hanno addolcito anche il cuore della redazione di FF riaccendendo in noi l’antica fiamma dello spirito del Natale. Per questo ci siamo sentiti in dovere di visitare l’ormai più che noto mercatino di natale di piazza Santa Croce, evergreen fiorentino da quasi dieci anni.

Premettendo che forse non è stata una grande mossa andarci di domenica a pranzo elenchiamo qui i pro e i contro degli stand di quest’anno.

Appena arrivati sotto la scalinata della chiesa di Santa Croce , una folata dolciastra e speziata di vin bruleè ci entra nelle narici e ci costringe subito ad assaggiarne un bicchiere: non c’è che dire, penso che il vin bruleè sia una di quelle cose incompresibili, si continua a berlo tutti gli anni senza aver capito davvero se ci piace o se lo detestiamo.

Poi ci dirigiamo verso l’immancabile banco di caramelle- che ormai- non ci attrae più come dieci anni fa.. e meno male, il mal di denti è ancora vivido nei nostri ricordi.

 

Dopo aver camminato un po’ tra banchi di saponi francesi e maglioni pelosi, nonostante la calca disumana , decidiamo di concederci un ”pranzo bello tosto” ma sicuramente natalizio ( no ?) e ci infiliamo in fondo a una lunga coda per poter mangiare un ottimo stinco di maiale accompagnato da soffici e bollenti patate speziate e una bella birra chiara e frizzante.

 

Soddisfatti del pranzo continuiamo il giro e ci fermiamo al banco dei paralumi di cartone a forma di stelle a cui ovviamente scattiamo qualche foto , al banco delle pantofole foderate di pelo bianco che danno l’idea di essere caldissime e utilissime ma probabilmente era solo una suggestione dovuta al freddo assassino che sta colpendo firenze in questi giorni.

Giunti dall’altra parte della piazza arriviamo ad una tappa obbligata del nostro iter: la frutta ricoperta di cioccolato. Eh si, vale la pena spendere una fortuna per 4 miseri pezzettini di frutta ricoperti da uno strato spesso e croccante di cioccolato al latte. Un must .

Disorientati dalla folla, decidiamo di finire velocemnte il giro, notando che in fondo, anche sta volta, il cibo è l’attrazione più grande sulla folla : code infinite per un panino con wurstel e stand di matrioske russe e palline di natale fatte a mano deserti. Effettivamente anche noi eravamo stati rapiti dalla grandezza dei Bretzel di quest’anno piuttosto che dalle candele artigianali a forma di animaletti. Forse anche perchè l’unica e costante pecca dei mercatini come questo è che gli oggetti costano davvero una fortuna, e forse ci rende più felici sul momento spendere 14 euro di pranzo che 25 di luci decorative a forma di albero di natale.

 

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