Siamo tutti tifosi, tu quale sei?

Il calcio è divertimento. Questa scritta apparve qualche anno fa sulle magliette della Fiorentina. Niente di più vero.

Il calcio è uno spettacolo complesso, composto da tanti attori e qualche figurante: Un mix di passione, rivalsa sociale, ironia e talvolta odio.

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Il Gambero era entusiasta della maglietta

Come in tutte le manifestazioni degli stadi dell’essere, ci sono più varianti della medesima cosa. Ed anche dei tifosi.

Dopo anni di stadi e divani in molteplici continenti, siamo lieti di stilarvi la seguente lista di categorie di tifosi:

 

IL TIFOSO OCCASIONALE: Negli ambienti da stadio questa definizione viene affibbiata a chi frequenta la curva solo in grandi occasioni. Non ha l’abbonamento e non canta tutta la partita. Ma il tifoso occasionale può essere anche colui che non conosce il calcio mercato, la dirigenza, gli assetti societari o situazione infortuni. Per cui se ne esce con un repentino: “Secondo me oggi Batistuta segna su assist di Mutu.” Il tifoso occasionale è rimasto agli anni 90′.

 

IL GUFO PESSIMISTA: Esistono varie categorie di gufi:  ‘attivi‘ che godono nel gufare apertamente come un “Buona Partita”, “tanto vincete!”, oppure i gufi passivi: ogni azione è un borbottio, ogni azione hanno già previsto che finirà male; se un tiro viene da fuori area sicuramente andrà alto; chiunque arrivi nel mercato estivo è un brocco. “O vai, e lo sapevo si perdeva”

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Tiè, maledetto gufo!

NOSTRADAMUS: Qualsiasi cosa succeda alla fine dei 90 minuti regolamentari, puntualmente se ne esce con un “lo sentivo che si segnava!” oppure con un “me lo sentivo che segnava lui“. Stando alle sue previsioni, che arrivano sempre dopo, dovrebbe vincere al totocalcio sempre. Peccato che le previsioni si facciano prima. “Me lo sentivo che si arrivava quarti”

mosca

Mauri, quanto ci manchi

 

L’UOMO DELLE STATISTICHE/RAIN MAN DEL CALCIO: Il vero e proprio fissato con il calcio. Generalmente si presenta a vedere le partite con il completino ufficiale, la divisa da allenamento e il k-way della squadra se piove. Trattasi di un vero computer umano. Sa di preciso quanti passaggi consecutivi fece Borja Valero nella stagione 96-97, quanti capelli ha in testa Antonio Conte e quante squinzie ha trovato Balotelli. In più sa i moduli come l’ave maria, 4-3-3 3-5-2 4-4-2 poi Falso Nueve e Tiki Taka e insomma si rovina la vita dietro alle statistiche.

maglietta croazia

la maglietta della Croazia a France 98, la più ambita dai collezionisti

L’ALLENATORE: Altro che estasi della partita, si parla di vero e proprio pathos. Si perché davanti ad un televisore o allo stadio, il tifoso allenatore darà ordini ai giocatori fino alla fine: “E dalla di là!”  “E passa!” “E crossa!” “E ricrossa!” Ovviamente qualunque sia la scelta del calciatore non andrà bene al tifoso/allenatore, che avrebbe preferito l’altra scelta.

 

Ci sono tantissimi modi di interpretare il calcio, e anche modalità di amarlo o disprezzarlo, ma la voglia di calciare un pallone e sostenere la propria squadra va oltre ogni tipologia di tifoso ed è una forza che ci contagia fin da piccoli.

 

Gilberto Bertini

redazione@firenzefuori.it                  

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