3 punti per il Papa (Waigo) e il sistema binario dell’Inter

Il Papa allo stadio: Barricatevi in casa, oppure accampatevi in centro che tanto c’è posto. È il 2008 e Papa Waigo arriva a Firenze; Un bagno di folla ad accoglierlo; dietro l’operazione, i soliti Corvi(no) che spediscono Vanden Borre a Genoa da monsingnor Gasperini, esperto nel miracolo di trovare sempre una panchina. Il Papa Waigo ha avuto un largo consenso tra i sostenitori della Fiorentina in una domenica a Torino in 500. Il 2 marzo 2008 insaccava la rete della Juventus e forniva l’assist a don Osvaldo da Umiltà per il risultato finale 2-3. I gobbi erano stati redenti. #amen

Novembre 2015: Papa Francesco arriva a Firenze, la Fiorentina è prima in classifica dopo l’ennesima prestazione convincente, forte, aggraziata e compatta.

La porta. Tatarusanu: pare che nel corso del primo tempo si sia assentato, vista l’assenza di attacco doriano, per andare a visitare l’Acquario di Genova. Tornato e trafitto da una noia devastante chiede al suo amico Facundo di movimentare la situation; #solidarietàtracompagni

Acquario-di-Genova

Tata all’acquario

La difesa. Quando è andato via Savic in estate, mi sono procurato il velo da vedova sarda ed ho pianto la partenza del centrale. Pensavo che la sua rocciosità e il suo sorriso sempre pronto ad esplodere in una battuta sull’etica hegeliana sarebbero stati insostituibili. Poi è arrivato Astori. Riponevamo tutti tanta fiducia in lui, più o meno quanto lasciare la macchina al parcheggiatore abusivo senza averlo pagato. Poi il neopapà Gonzalo rock’n’roll Rodriguez lo ha preso sotto la sua ala di protezione e gli ha dato l’imput: ¡Qualità y Quantità! E la paura di un tempo ora è una certezza #falebuhe

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Quest’estate quando piangevo la partenza di Savic

 

Il centrocampo. Lo dice sempre anche il premier Matteo Renzi: le partite si vincono al centro. Lo sa bene Sousa che per l’occasione ha portato tre vini speciali: il Borja Barricato, il Vecino d’Uruguay e il Brunello Badelj. La festa è servita: una città intera ubriaca che ha un terzetto di centrocampo da sogno. Fernando della Samp, che ricordiamo aver rifiutato la parte di 007, ancora è ubriaco, non avrà avuto un bel risveglio. #postumi

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zenga con il suo tatuatore di barbe

 

Gli esterni. Come diceva l’esile Gerard Depardieu “tengo cuore italiano”, anche gli esterni della Fiorentina. Berna raccoglie l’eredità dei grandi calciatori italiani: infatti sembra Vieri quando correva dietro ogni velina al Billionaire, a tutto campo. Pasqual, soffre un gran freddo al braccio sinistro, ma si scalda offrendo tanta quantità in difesa. Quando esce sembra un po’ affaticato, quasi come lo stato italiano che corre corre ma non arriva in fondo ai minuti regolamentari #paisà

 

L’attacco. Avete presente i cartoni animati sovietici? Colori spenti, marionette che parlano della tristezza della vita e della grande madre patria? La storia dell’attacco della Fiorentina sembra proprio uno di quelli. La canzoncina del cartone reciterebbe più o meno così:

Josip era un ragazzo triste e solo,

Solo al campetto di via del Gignoro

A pallone voleva giocare,

ma nessun amico riusciva a trovare

 

Spostato sull’ala, i fischi prendeva

Incompreso da un Vincenzo piccato, piangeva

indolente e svogliato risultava

Josip quando segnava non esultava.

 

Tra gli odori di cane e le alghe sul fondo

Un giorno d’estate al Bilancino nuotava

a Josip una notizia di mercato esclusiva arrivava

la sua vita profondamente cambiava.

 

Un compagno di giochi forse aveva trovato

alto, grigio, serio, balcanico e secco allampanato

era proprio come lui, Nikola si chiamava

Si sono guardati e l’amore sbocciava.

 

A pane, Finkbrau, e Wurstel della Fidèl

Giocate di tacco, al volo e scartando Medèl

I due nuovi super amicic segnano anche in Europa Lig

Per far Firenze sognare, Josip e Nikola sempre insieme a cercare la Fi… va beh continuate voi

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La ridente allegria dei cartoni animati sovietici

 

Il sistema binario dell’Inter. L’Inter di Mancini si ritrova accanto alla Fiorentina di Sousa. Il dato più importante è 12 punti e 12 gol fatti. 1-0, 1-2, 1-0, 0-1, 1-0, 1-4 (Umile passeggiata viola a San Siro), 1-1, 0-0, 1-1, 0-1, 1-0, 1-0, 0-1. Questi i numeri dell’Inter. Pare che in sistema numerico binario significhino: “abbiamo speso un sacco di soldi e facciamo tanto bel calcio.” e il 4-1 si traduce più o meno così: “Vaia vaia vaia vaia#theballistheoneyellow

 

Gilberto Bertini

redazione@firenzefuori.it

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