Un croato, uno sloveno e un portoghese al carnevale di Rio

Era l’ultimo San Valentino dello scorso millennio. Nell’attacco viola si parlava esclusivamente spagnolo e portoghese. Molti bambini, come me, non accettavano che il Re Leone non fosse in campo a salvarci.  in tutti i migliori bar della città si discuteva minuziosamente su quel maledetto carnevale brasiliano.

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A rifletterci il giorno seguente, non poteva che andare così. Ma non era facilmente pronosticabile che dopo 16 anni, a riportarci in cima alla classifica, sarebbero stati due ragazzoni timidi della penisola balcanica.
Si chiama sempre calcio ma poco ha a che vedere con quello di fine anni 90; come pochissimo (nonostante Sousa abbia apprezzato il paragone) si assomigliano la Fiorentina del Trap e quella che ha espugnato il  Meazza.
Esiste  però una regola che fatica ad abbandonare questo gioco:

Correre di più e meglio degli avversari:  ovvero se metti più aggressività e cervello, le possibilità di vittoria aumentano esponenzialmente. In barba alle statistiche sul possesso palla e sul baricentro alto o basso. Perché rubare palla e andare in porta rappresenta ancora oggi, come negli anni ’90,  il modo migliore per fare gol (e questo lo dicono per davvero le statistiche).

Fiorentina's Croatian forward Nicola Kalinic (L) kicks to score flanked by Inter Milan's Slovenian goalkeeper Samir Handanovic during the Serie A football match between Inter Milan and Fiorentina at the San Siro Stadium in Milan on September 27, 2015 . AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Di certo Mancini su una cosa ha ragione, la partita è nata male e finita peggio ( per loro).  Ma l’atteggiamento  si vede appena le squadre si schierano in campo.
Perciò che Handanovic abbia timbrato il ginocchio di Kalinic dopo 2 minuti non è stato così sorprendente come sembrerebbe. L’Inter si è snaturata fin dagli spogliatoi, cambiando la difesa, a tre, e relegando Perisic su Alonso.
La Fiorentina si è sistemata come al solito, trasformandosi tutte le volte che c’era da passare da una fase all’altra.
Sono le letture dei momenti che fanno la differenza, e in questo Sousa quando usa la parola “control” dà la sensazione di averci capito parecchio.
2/3 flash riassumono tutti i progressi visti ieri, dalla chirurgica e improvvisa verticalizzazione di Vecino per Kalinic nell’occasione dell’espulsione, alla lucidissima calma diIlicic nel servire l’assist per la tripletta del croato, sorpresa assoluta ad agosto per gli scettici, sorpresa assoluta in campo: 4 tiri 3 gol, sponde, pressing, mai anticipato.

N.D.R. Restiamo tranquilli, non ce lo vedo Ilicic in tanga verdeoro a ballare per le strade di Rio a San Valentino.

 

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