I 5 street food e pastai notturni di Firenze

Pastai di tuto il mondo unitevi! quando dopo la serata prende la fame, bisogna sgranare..ma dove?

Dai, sotto a chi tocca! Vedo già le mani alzate di chi dice “Io lo so io lo so!” Ma certo cari affamati lettori di FirenzeFuori, ognuno ha il proprio posto preferito. Un angolo speciale dove alle 03.00 o 04.00 si può raggiungere il paradiso. Il salato, la pizzetta, il calzone, il cornetto che si scioglie in bocca. Ed è una corsa all’ultimo respiro per aggiudicarsi la robina più buona!

Allora partiamo…

IL RE DELLA FORESTA: Piazza Giorgini e rizzati. N’doe si va? Dalla Giovanna (detta Giovannona). Da questo pastaio notturno potete trovare salati e pizzettine circocentriche che sembrano il disco che aveva Xena principessa guerriera; cornetti megamarmellatosi, girelle, sombreri alla Nutella. E, udite udite: Il lampredotto e “l’amburghe” (come pronuncia la Giovi). Andare a prendere il pastino ripiglino dalla Giovanna è un’esperienza polisensoriale e culturale che vi farà inerpicare per le strade del gusto e della vis comica della pastaia più famosa di Firenze che accoglie i suoi clienti con una battuta molto raffinata, quasi british, del tipo “O bellino, tettussei troppo abbronzahooo vaia vaia

 

I’BANDITO: Piazza Pier Vettori, in provincia di San Frediano. Come dicevano i Kiss “I Wanna Lampredotto every night and party every day”. Dopo le notti magiche in Santo Spirito e i selfie sul ponte alla Carraia vi può venir quella voglia repentina di Lampredotto e salsa verde. Allora lasciatevi prendere per mano dal Peter Pan che è in voi e fatevi trasportare in volo sull’isola che non c’è in Piazza Pier Vettori: I’Bandito, trovate panini satolli, hamburger come se non ci fosse il domani e vi rilassate un attimo prima di rimettersi in marcia verso casa.

CAMPO D’ARRIGO: Via Campo d’Arrigo, zona Campo di Marte. Diciamocelo chiaramente: tutti i più grandi amori del 900′ sono sbocciati davanti ad un calzone farcito o ad un croissant cotto e fontina, sgranato al calare della luna sotto il cavalcavia della stazione di Campo di Marte. Dal pastaio di Campo d’Arrigo trovate degli ottimi salati grandi quanto comodini. Da Campo d’Arrigo Maria Antonietta pronunciò la famosa frase : ”se non hanno pane, mangino brioches”; da questo pastaio sembra essersi concretizzata. Ho visto persone andar via con buste della spesa, pieni di cornetti per la colazione del giorno dopo.

PASTAIO DI S.CROCE: Zona misteriosa, vicolo vicino Via de’Neri. Permeato da un mistero che si taglia con un grissino, questo pastaio accoglie i visitatori del centro storico come in una parabola della Bibbia. Gente affamata da tutta Italia migra alle prime luci dell’alba per un ristoro prima di rimettersi in cammino. I salati sono croccanti come un pavimento di fette biscottate su cui addormentarsi. Non è facile arrivarci perchè è incastonato per i vicoli tra via de’Neri e via de’Benci. Solo chi ha la fede e la volontà di seguire il profumo di paste come una stella cometa piena di crema pasticcera troverà questa terra promessa dove rifocillarsi e osservare il cielo.

LA LURIDA: Stadio, curva Ferrovia. “Qui giace l’uomo il cui nome è inciso nella sugna”, questo sarebbe l’epitaffio campeggiante su uno dei baracchini più famosi di Firenze. Dalla Lurida (simpatico epiteto affibbiato alla paninara) trovate una varietà di salse che è da mostra. Meriterebbero di essere esposte alla Tate Gallery. Potete costruire i vostri panini, le vostre piadine con affettati, porchetta o hamburger conditi con salse di tartufo, funghi, zucchine e tantissime altre. Da far gola agli schizzinosi, consigliamo sinceramente di provare questa esperienza.

Parlando di street food dobbiamo fare anche una menzione di onore:

KEBABBARO DELL’ARCO DI S.PIERINO: All’Arco di S.Pierino gli amanti della cipolla fresca e la carne di dubbia derivazione possono soddisfare i palati esigenti. Sarete sicuramente in contemplazione mordendo quella piadina ripiena di tutto ciò che l’uomo moderno necessita. Inizierete a contemplare la vita, che vi sembrerà più bella. Dopo tutto come diceva Immanuel Kant: “Il cielo stellato sopra di me, il kebab dentro di me”.

Gilberto Bertini

Per critiche e suggerimenti di altre sgranate storiche: gilbertobertini8@gmail.com

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