Con la loro musica hanno raccontanto sinergie ed attualità degli anni 90′, come direbbero loro stessi “di fine millennio”. I CSI (consorzio suonatori indipendenti) sono stati baluardo della musica di qualità nella scena italiana troppo spesso costellata dalla canzonetta leggera e spensierata.
Hanno scaldato, con la maturità di chi ne ha viste di tutti i colori, il palco dell’auditorium Flog, proponendo un repertorio ampio e mai banale delle canzoni più significative di quel decennio d’oro, del loro “stato di grazia”. Da “Kodemondo”, album d’esordio, a “Tabula Rasa Elettrificata” passando per “Linea Gotica” e “La terra, la guerra, una questione privata”, con la loro musica artigiana e sinestetica hanno rapito l’attenzione del pubblico ben amalgamato nelle sue differenze generazionali.
Ai microfoni di FirenzeFuori, Massimo Zamboni, storico chitarrista già CCCP, ha ribadito ciò che era nell’aria da mesi, ovvero l’imminente uscita di un nuovo disco: “Breviario Partigiano” di cui la band ha eseguito durante la serata in anteprima un brano. L’album è finanziato col modernissimo strumento del crowdfunding, su www.musicraiser.com aperto a tutti i fan.
Abbiamo chiesto a Francesco Magnelli, tastierista, e a Gianni Maroccolo, bassista (ed anche ex Litfiba), comunque entrambi anche storici produttori, di illustrarci una panoramica sulla scena fiorentina e di darci un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la via della musica.
In una stasi generale di un mondo musicale dove il divario tra i talent e la scena alternativa si fa sentire particolarmente, I CSI, o chi è sopravvissuto al mutare della scena, hanno una storia da raccontare lunga milioni di note ed una molto stimolante ancora da scrivere.

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