Strane sinestesie tra bouquet fruttati, alleanze transappenniniche di sangiovesi polisensoriali e chitarre con costanti pedali spinti su decibel inimmaginabili.
Dalle folle oceaniche radunate per scovare, nei gruppi sul palco, roventi distonie contro il sistema e nei riccioli scatenati di vocalist indemoniati, al dolce quieto raduno di appassionati di vino in una serata tutta particolare all’Hard Rock Caffè di Firenze. Proprio così è stato concepito il format della serata “Rock the Wine” per la rassegna God save the wine organizzata da FirenzeSpettacolo, come uno di quei festival rock dove sul palco si esibivano i gruppi più potenti del momento. Come quartetti liverpooliani o solisti newyorkesi le aziende vinicole da tutta Italia hanno offerto la loro selezione “rock” di bottiglie pregiate.
In rituale onirico, i calici sono stati alzati e dentro ad essi le microparticelle di natura hanno danzato in un tutt’uno con Pan il pifferaio dei boschi e la magia di “Rock the wine” si è palesata come una chimera, a chi lietamente ha partecipato alla serata, ovviamente tutto questo sotto il cielo di Firenze.

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